E’ da tanti anni che seguo Linux con molto entusiasmo e devo dire che non vengo quasi mai deluso. E’ nato da una persona pulita e di rara intelligenza come Linus Torsvald che con il supporto e lo stimolo dell’ambiente universitario tipico della scandinavia ha creato un sistema operativo molto efficiente ed un movimento che ha rivoluzionato il panorama informatico coniugandosi con la filosofia di Richard Stallman.
Sono sempre moltissimi gli argomenti che nascono da questi due nomi ed e’ francamente difficile limitare la logorrea ma penso che il fenomeno Linux si sia contraddistinto perche’ con l’aumento della diffusione e’ aumentata anche la qualita’ del software distribuito in generale anche per altri sistemi operativi. Il confronto tra software proprietario e software libero non e’ stato un problema in passato per le grandi aziende fino a quando Linux si e’ rapidamente diffuso ed il confronto tra la qualita’ offerta dalle due modalita’ di produzione portava Linux ad essere la scelta piu’ sensata.
Ricordo anche come sia cambiato il panorama lavorativo dove a poco a poco conoscere Linux ha rappresentato un valore aggiunto al proprio curriculum ed il software libero in generale ha permesso di delineare in modo marcato la differenza tra il software di qualita’ da quello da non usare.
Vedo con piacere che nascono sempre piu’ applicazioni nei campi piu’ diversi come quello mobile e la domotica e l’indifferenza dei primi anni ha lasciato presto il posto con la curiosita’ e la passione.
Un ambiente collaborativo che spazia da universita’ a universita’, da citta’ a citta’ e da nazione a nazione e’ sicuramente una grossa conquista ed e’ destinato a crescere soprattutto per lo spirito di cooperazione e di ricerca della qualita’ che contraddistingue il mondo di Linux.
Linux non mi delude quasi mai; dico quasi perche’ un forte limite alla sua diffusione e’ l’enorme quantita’ di distribuzioni disponibili. Da un lato questo aspetto e’ alla base della filosofia GNU/Linux ed offre la possibilita’ di accedere a sistemi operativi modulari ed ottimizzati per qualsiasi scopo;d’altro canto limita l’avvicinamento a Linux per chi proviene da “parrocchie software” diverse e vorrebbe sviluppare un porting per Linux. Da dove cominciare? Vi sara’ sicuramente capitato di compilare del software in una distribuzione e poi non riuscire a farlo funzionare in una diversa. La risposta al problema esiste ma e’ molto sottovalutata. La Linux Foundation ha scritto un protocollo chiamato LSB (Linux Standard Base) che stila in modo preciso quali siano le caratteristiche comuni che ogni distribuzione dovrebbe possedere per essere a tutti gli effetti chiamata GNU/Linux.
Una distribuzione compatibile con questo protocollo possiede molti vantaggi in quanto chi proviene da un’altra distribuzione e conosce Linux secondo gli standard LSB potra’ avvicinarsi alla nuova distribuzione senza dover imparare nulla di nuovo.
Uno sviluppatore di software proveniente sia dal mondo Linux, Windows, Free BSD oppure Apple potra’ leggere il protocollo LSB, sviluppare il porting del proprio software e non doverlo necessariamente testare in tutte le distribuzioni…cosa tra l’altro impossibile; provate a dare un’occhiata al panorama offerto
.
Quello che oggi succede sempre piu’ spesso e’ che le scelte di un’azienda di sviluppo software che crea un nuovo prodotto deve misurare bene sforzi e benefici del porting del proprio software su piattaforme diverse. Su Apple per esempio gli standard di compatibilita’ tra le varie versioni sono chiari e a disposizione di tutti e soprattutto vengono rispettati mentre su Linux alcune distribuzioni rispettano queste caratteristiche comuni ed altre no. Questo equivarrebbe a sviluppare una versione del proprio software per Linux senza la garanzia di funzionamento sulle diverse distribuzioni e quindi l’azienda sceglie Apple piuttosto che Windows piuttosto che un altro sistema operativo che possieda e rispetti nelle sue versione successive degli standard che rimangono tali nel tempo e si affiancano a caratteristiche nuove.
Se dovessi sviluppare un giorno una distribuzione Linux metterei in cima alle mie priorita’ la compatibilita’ con LSB e mi comporterei allo stesso modo se dovessi sviluppare del software per Linux.
La compatibilita’ con LSB significa rendere Linux accessibile a tutti perche’ se uso Picasa su Windows e poi sulla mia distribuzione di Linux non funziona come pensate che mi si possa convincere? In questo caso potrei cambiare software con altri visualizzatori di immagini ma dovrei rinunciare alle mie abitudini ed in casi piu’ seri al mio modo di lavorare (con il CAD per esempio);l’alternativa potrebbe venire dallo sforzo sui due fronti;chi sviluppa il software lo rende compatibile con LSB e altrettanto chi sviluppa la distribuzione.
A questo punto chi volesse passare a Linux non dovrebbe rinunciare a nulla e non avrebbe l’imbarazzo (pensate agli anziani oppure a persone non pratiche di informatica) di imparare ad usare un sistema totalmente nuovo.
Ad esempio, dal mio punto di vista assolutamente NON professionale ma di utilizzatore, sarebbe molto bello se le Case produttrici di software proprietario, in caso la persona che ha acquistato il software per un s.o volesse cambiare s.o, fornissero gratis la licenza per il nuovo s.o….
Altrimenti, nessuno cambiertà mai un applicativo da qualche migliaio di Euro come può essere un Autocad o Photoshop o Painter… per un sistema operativo da qualche centinaio di Euro….
Un saluto!